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Marco Vicentini | CNA Giovani

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Città connesse e imprese connesse: la sfida della nuova mobilità.

Creare le condizioni migliori affinché le imprese possano sfruttare al meglio le risorse del contesto urbano circostante, dando la priorità a quelle infrastrutture digitali poste a servizio dello sviluppo delle attività economiche e del benessere dei cittadini.

Questo è l’obiettivo centrale del nostro ragionamento: le soluzioni tecnologiche legate ai problemi della mobilità urbana dovrebbero essere costruite attorno alle imprese che abitano, producono e creano lavoro nelle città, impegnando non solo le istituzioni ma le stesse imprese in un serio percorso di trasformazione digitale.

Le tecnologie dei Big Data ci consentono di misurare molti aspetti relativi agli agglomerati urbani e di ottenere una chiara visione e interpretazione di quei fattori che influiscono sulla governance di una città: mobilità, ambiente ed efficienza energetica sono senza dubbio gli aspetti principali da monitorare.  Questa migliore e maggiore conoscenza dovrebbe consentire alle istituzioni di rendere più efficienti le risorse economiche e materiali e quindi di impostare meglio le politiche di sviluppo che rendono la città e le sue imprese più competitive.

L’impresa “connessa” dovrebbe essere un’impresa efficiente, tecnologica e sostenibile e le azioni connesse alla pianificazione di una nuova mobilità urbana dovrebbero puntare principalmente a questo obiettivo.

Non solo le città ma le stesse imprese che vi risiedono dovrebbero essere spinte e supportate ad adottare un nuovo approccio alla logistica, ai trasporti e agli scambi commerciali. L’utilizzo delle nuove tecnologie e dei dati può consentire, inoltre, alle imprese una migliore gestione degli scarti e dei rifiuti da magazzino. Insomma può consentire una considerazione diversa del rapporto con l’ambiente e con la comunità esterna.

 

 

 

Fulvio Faraci | Metroconsult

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Vision about Connected City

  • Connected City deve soddisfare la gerarchia dei bisogni e necessità della città, città intesa come entità o essere complesso, che in quanto tale ha una sua gerarchia di bisogni ed aspettative analoga a quelle di un essere umano, gerarchia teorizzata da Abraham Maslow nella sua piramide di gerarchizzazione dei bisogni.
  • Una Città connessa «intelligente» deve quindi utilizzare i dati, le tecnologie digitali ma anche (se non soprattutto) i cittadini e le loro interazioni sociali (digitali e non) per soddisfare la propria gerarchia di bisogni.
  • I Big Data, l’analisi di dati provenienti da attori diversi (aziende, industrie, enti pubblici) presenti sul territorio nonché i dati provenienti dall’interazione fra le persone diventano un elemento fondamentale per evidenziare trend, «sentiment» e quindi sentire il livello di soddisfacimento del Needs della città stessa e prevederlo.
  • Elementi essenziali da considerare sono sono da un lato l’impatto tecnologico, quale ad esempio la disponibilità e la capacità di analisi di grandi (Volume) quantità di dati real time (Velocity) per dare risposte in tempo reale ai bisogni emergenti o il «merging» di dati  eterogenei (Variety) ma anche (se non soprattutto) l’impatto sociale e umano, quali ad esempio il trattamento dei Personal Big Data, quell’insieme di dati che gli individui generano attraverso i propri smartphone e che trasformano le persone stesse in sensori emotivi del territorio.
  • In questo senso il termine «Mobilità» deve essere inteso in senso ampio, inteso a soddisfare i bisogni della città a livello funzionale, sociale e di attrattività.

Germano Paini | UNITO

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Vision about Connected City

La “città connessa” evoca un concetto che negli ultimi anni aveva attivato grandi energie creative e raccolto le più interessanti iniziative di innovazione per i territori: il concetto di smart city.

Dobbiamo riconoscere che il potenziale di questo concetto e la ricchezza delle progettualità messe in campo non hanno trovato lo sbocco desiderato.

Le nostre città non sono evolute nella direzione che auspicavamo.

La concettualizzazione e l’azione operativa sulla “città connessa” devono fare tesoro di quell’esperienza e degli aspetti che hanno limitato le opportunità di sviluppo delle città.

 

Vista in termini positivi la questione può essere affrontata con una rilettura della cosiddetta “smartness”, ossia della capacità di un ambiente o sistema di essere ‘smart,’ e del suo rapporto non tanto con la tecnologia applicativa, spesso separata dal layer sociale, quanto con i ‘dati’ e il rapporto degli ‘utenti’ con questi.

La “smartness” sviluppa la sua valenza paradigmatica attraverso la funzione connettiva; la funzione adattiva e la funzione predittiva

La prima e la seconda funzione sono già conosciute anche se, come dimostrano le difficoltà delle progettualità pregresse, non pienamente considerate e sviluppate in passato.

La terza è del tutto originale nelle logiche ‘smart’ e offre grandi prospettive future.

 

La funzione connettiva si basa sulla centralità dei processi di connessione fisica e logica, tecnica , socio-tecnica e sociale che caratterizzano la nostra società. Nella declinazione legata ai dati poggia sulla interconnessione tra sistemi e dispositivi, tra dispositivi e persone, e tra persone e persone attraverso i dispostivi (e i sistemi).

La funzione adattiva ‘usa’ la connessione tra sistemi, dispositivi e persone per essere ‘senziente’ (sensing) e per consentire l’attuazione (actuating) di trasformazione nei comportamenti dei soggetti che interagiscono nei sistemi socio-tecnici.

La funzione predittiva che poggia sulla ‘capacità’ delle macchine di imparare dai dati, offre nella prospettiva dello sviluppo della Intelligenza Artificiale, grandi opportunità che dall’interpretazione dei fenomeni (anche attraverso l’individuazione di pattern non conosciuti) possono condurre alla della conoscenza necessaria alla definizione di nuove policy per la città e per i territori in grado di intercettare, e così rispondere ai bisogni, e/o arginare le problematiche emergenti.

 

Così i dati diventano fondamentali non solo per raccogliere informazioni sul comportamento e sullo stato dei fenomeni sociali, nell’ottica di promuovere il cambio dei comportamenti, ma diventano fondamentali per la loro capacità di favorire la costruzione di un’adeguata interpretazione dei fenomeni grazie all’emergere di pattern interpretativi non prevedibili a priori, e di svolgere un’azione di supporto alla ‘predizione’ dei comportamenti per definire le politiche e gli interventi necessari.

 

Va poi evidenziato che la nuova frontiera che l’uso dei dati mette a disposizione non può e non deve trascurare che i progetti che limitano i soggetti che agiscono nel campo dell’innovazione sono destinati a pagare pesantemente questo vincolo auto-imposto. Gli attori dell’innovazione sono sempre più ‘plurali’. Nuovi soggetti si affiancano e interagiscono con le Imprese, la Pubblica Amministrazione, le Università, gli Innovatori, ecc. portando conoscenza, sensibilità, e istanze, nuove e sempre più ricche. Non far mancare ancora una volta, come è stato fatto in passato, questa consapevolezza è la sfida prioritaria delle nostre migliori iniziative.

Paola Pisano | Comune di Torino

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Vision about Connected City

L’obiettivo è promuovere un nuovo servizio di mobilità sempre più condivisa, assistita, sicura ed ecologica, che integri la mobilità pubblica e diminuisca il tempo che ogni singolo cittadino dedica alla guida.

La sua adozione dipenderà dalla capacità della società civile di aderire ad una nuova mobilità, non più legata al possesso del bene ma al servizio. Questo cambio di paradigma si porta dietro una rottura non solo nel mercato (l’auto diventa una commodity mentre la tecnologia e i dati avranno sempre più il sopravvento) ma anche nella società: un salto culturale che preveda il progressivo distaccamento dallo status symbol legato al possesso dell’autoveicolo verso una concezione di mobilità intesa come servizio, che sfrutta l’immenso potenziale dell’infrastruttura tecnologica e il monitoraggio dei dati a servizio della collettività nel suo insieme.

Per questo motivo  Torino ha deciso di accettare la sfida ed entrare nel settore della “mobilità as a service”  che raggiungerà un valore di mercato di 7 trilioni di dollari entro il 2050 (secondo uno studio di Intel e Strategy Analytics).

Questo porta con se in aumento di competenze sul nostro territorio, creazione di posti di lavoro, ma anche in servizi più inclusivi: maggiore mobilità a persone con disabilità, ad anziani, a giovani e bambini, e molto altro ancora che oggi non siamo ancora in grado di immaginare.

Qual è il nostro obiettivo?  Una mobilità condivisa che affianchi la mobilità pubblica e elimini le auto di proprietà sulla nostra città. Zero emissioni, zero incidenti, zero consumo di suolo.

Massimo Lapucci | Fondazione CRT

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Vision about Connected City

In uno scenario globale che prevede 30 miliardi di dispositivi connessi alla rete entro il 2020, i Big Data saranno una leva strategica in tutti gli ambiti della società. La crescente importanza dei dati rappresenta quindi una sfida per tutti gli attori del nostro territorio, una sfida che non possiamo permetterci di rinviare, soprattutto se consideriamo che il Digital Economy and Society Index 2018 confina l’Italia al 25 posto in Europa nell’ambito della digitalizzazione.

In questo contesto, Connected City si configura come un’importante opportunità per potenziare e connettere le eccellenze pubbliche e private già presenti sul nostro territorio, valorizzando l’anima sperimentale che ha sempre caratterizzato la nostra città.

La collaborazione con Talent Garden si sviluppa in coerenza con tre obiettivi principali delle future Officine Sud delle OGR, la cui apertura è prevista per fine anno:

  • creare un polo dell’innovazione in grado di attrarre startup europee, imprese e investitori attraverso programmi di accelerazione residenti realizzati con acceleratori statunitensi in stretta connessione con fondi di venture capital;
  • favorire l’accesso delle piccole e medie imprese a competenze e tecnologie nell’ambito degli Smart Data grazie alla collaborazione con il Politecnico e l’Università di Torino;
  • mettere i big data al servizio della filantropia, creando il primo centro europeo dedicato a questo settore in collaborazione con la Fondazione

In un mondo in cui più del 50% della popolazione risiede nelle metropoli, diviene fondamentale il miglioramento della qualità della vita dei cittadini. In questo contesto, i Big Data, gli algoritmi predittivi e l’intelligenza artificiale saranno elementi chiave per rispondere al meglio alle nuove esigenze della società e alle più importanti sfide globali da affrontare.

Siamo felici che le OGR siano la casa da cui prende avvio il progetto Connected City e Torino la città in cui TAG ha deciso di sviluppare questa prima sperimentazione.

Cristina Pronello | TRIS – Polito – AMP

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Vision about Connected City

Information and data are the wealth of today’s society, having evolved from a surveillance and control culture to a massive public and private manipulation of data, leading to the so-called big data paradigm that has allowed a shift away from the Information Age and Information Society to the Knowledge Society (Hilbert, 2013). However, the current overall availability of information and data does not necessarily imply knowledge without the capacity to validate, interpret and use the information.

The Global Pulse White Paper “Big Data for Development: Opportunities & Challenges” (Letouzé, 2012) raises the issue of how to use the digital data sources in the field of international development, and reports forthcoming possibilities of real time data and the new attitude of the data-driven decision making that have started to become a new way of thinking in the public sector. However, the extraction of knowledge from data is not new to the industry, considering what Google, Facebook and Amazon are doing to give services and evaluate new trends (e.g. Google Trends, breaking-news), but also the interconnection of small databases (Driscoll, 2012). Nowadays, massive data availability from the worldwide web allows tracking words, as well as locations, that are analysed and matched through several databases, allowing the prediction of people’s activities and making obsolete the expensive and time-consuming statistical surveys (Hilbert, 2013).

The understanding of the factors influencing mobility patterns and travel behaviour is the key to ensure the acceptance of innovations and services that could readdress the mobility patterns to more sustainable behaviours and optimize investments in transport systems. The behavioural analysis of the mobility patterns is a key to better plan and programme transport systems as well as to define Key Performance Indicators (KPIs) useful to the decision makers for improving mobility services.

An ambitious objective should be to reshape the mobility patterns of the contemporary cities also thanks to the knowledge through the use of big data and the active involvement of citizens. The challenge is to develop a framework for collecting, analysing and extracting urban mobility information from several sources to support:

  • planning and programming of public transport;
  • control of the quality of service;
  • managing mobility;
  • supplying new services for the customers.